Brescia (martedì, 24 febbraio 2026) — Non aveva accettato la fine di una relazione durata tredici anni e, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe trasformato la vita dell’ex compagna in un vortice di ansia e paura. Telefonate incessanti – fino a cinquanta in un solo giorno – appostamenti sotto casa e atteggiamenti sempre più aggressivi: una pressione continua che avrebbe spinto la donna a chiedere aiuto alle forze dell’ordine.
di Monia Settimi
Nei giorni scorsi un 32enne bresciano è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale, su richiesta della Procura. L’accusa è di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, con la quale aveva condiviso una lunga storia dalla quale sono nati due figli.
La rottura, avvenuta nell’agosto 2025, sarebbe stata il punto di svolta. Da quel momento l’uomo avrebbe iniziato a presentarsi ripetutamente sotto l’abitazione della donna e nei pressi della casa della madre di lei, moltiplicando le chiamate e alimentando un clima di forte tensione. A fine gennaio, ormai esasperata, la vittima si è rivolta alla polizia denunciando mesi di comportamenti insistenti e intimidatori.
Non si tratterebbe, però, di un episodio isolato. La donna aveva già denunciato l’ex nel 2018 e poi nel 2023. Proprio in quell’occasione un’aggressione era sfociata nella frattura di un braccio, episodio per il quale l’uomo era stato arrestato e condotto in carcere. Un precedente che ha pesato nella valutazione del nuovo quadro accusatorio.
Dopo l’emissione della misura cautelare, il 32enne risultava inizialmente irreperibile. Gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a rintracciarlo nel centro cittadino e a eseguire l’arresto. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Canton Mombello, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio tutti gli episodi contestati.
Last modified: Febbraio 24, 2026



