Brescia (martedì, 5 agosto 2025) — La storica Casa di Cura «San Camillo» di via Turati, punto di riferimento sanitario per Brescia con i suoi 120 posti letto e una gamma completa di servizi specialistici, si trova oggi a fronteggiare una grave crisi finanziaria. L’istituto, appartenente alle Figlie di San Camillo, sta valutando la possibile cessione della struttura insieme ad altre sette cliniche dislocate in tutta Italia, di cui due in Lombardia (Cremona e Brescia).
di Monia Settimi
Dietro le quinte, l’aria è tesa e le informazioni sono poche. Secondo quanto riportato da Tatiana Vezzini, segretario organizzativo della Cisl Fp di Brescia, durante una riunione telematica dello scorso maggio, la situazione economica è stata definita «preoccupante». I sindacati, tuttora in attesa di dati più precisi che dovrebbero emergere dopo l’estate, mantengono alta l’attenzione, soprattutto per salvaguardare i dipendenti e la qualità dei servizi offerti.
In particolare, il San Camillo di Brescia si distingue per la sua offerta sanitaria articolata tra ambulatori specialistici, diagnostica avanzata e reparti di riabilitazione, una realtà di eccellenza che rischia di essere compromessa dall’incertezza economica.
Nel frattempo, l’ipotesi di vendita ha acceso l’interesse di importanti gruppi ospedalieri. Tra questi spicca il Gruppo San Donato, che ha manifestato una disponibilità concreta a sostenere e, possibilmente, acquisire la struttura bresciana. Nicola Bresciani, amministratore unico degli istituti bresciani del Gruppo, ha confermato l’apertura a valutare un’eventuale operazione di acquisizione, con l’obiettivo di garantire continuità e potenziamento dei servizi.
Anche la Poliambulanza, con i suoi 621 posti letto e un pronto soccorso tra i più trafficati della Lombardia, potrebbe trarre vantaggio dall’integrazione di ulteriori posti letto, anche se al momento non si registrano dichiarazioni ufficiali in merito.
Mentre la situazione resta in evoluzione, la comunità sanitaria e i sindacati restano vigili affinché la qualità assistenziale e i posti di lavoro vengano preservati, evitando ripercussioni negative sul tessuto sociale e sanitario bresciano.
Last modified: Agosto 5, 2025


