Sirmione (sabato, 2 maggio 2026) — A Sirmione si è acceso un confronto intenso e necessario su una patologia che continua a rimanere troppo spesso nell’ombra: l’endometriosi. L’incontro promosso da Asst Garda, nell’ambito della settimana di Open Week della Fondazione Onda e con il supporto del Comune e dell’associazione A.P.E., ha portato al centro dell’attenzione una realtà che riguarda milioni di donne in Italia e che troppo spesso viene riconosciuta con anni di ritardo.
di Monia Settimi
Non si tratta di un semplice dolore mestruale, ma di una condizione cronica e potenzialmente invalidante, con effetti che si riflettono sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sul benessere psicologico. Uno dei problemi principali resta il ritardo diagnostico, con molte donne che convivono per anni con sintomi confusi e spesso scambiati per disturbi intestinali o urinari, mentre la malattia progredisce silenziosamente.
Durante l’incontro è emerso con forza come questo ritardo sia alimentato anche da un fattore culturale ancora radicato: la tendenza a normalizzare il dolore femminile, rendendo più difficile riconoscere la gravità dei sintomi e arrivare a una diagnosi tempestiva.
Le istituzioni locali hanno sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione concreta di sensibilizzazione. La sindaca di Sirmione ha evidenziato l’importanza di rafforzare il dialogo tra sanità e territorio, promuovendo momenti di informazione capaci di raggiungere direttamente la cittadinanza e di riportare al centro il tema della salute della donna, anche nei suoi aspetti più silenziosi.
Dalla direzione di Asst Garda è arrivato un messaggio altrettanto chiaro: gli incontri pubblici rappresentano uno strumento fondamentale per aumentare la consapevolezza, favorire diagnosi precoci e costruire una rete di supporto più efficace tra medici, pazienti e famiglie. Parlare apertamente della malattia significa anche ridurre isolamento e incomprensione per chi ne soffre.
Nel corso della serata è stato presentato un approccio innovativo alla presa in carico delle pazienti, che supera il modello tradizionale ginecologico per abbracciare una visione multidisciplinare. Accanto alla terapia medica, assumono un ruolo centrale il supporto psicologico, fondamentale per affrontare l’impatto emotivo della malattia, e la consulenza nutrizionale, che può contribuire ad alleviare alcuni sintomi come dolore e gonfiore.
Particolare attenzione è stata rivolta alle fasce più giovani: i medici hanno ribadito che l’endometriosi può comparire già in adolescenza, anche in modo poco evidente. Riconoscerla precocemente significa intervenire prima che la malattia si consolidi, evitando conseguenze che possono influenzare a lungo la qualità della vita.
Il messaggio finale è stato diretto e chiaro: non ignorare i segnali del proprio corpo. Perché dietro un dolore troppo spesso considerato “normale” può nascondersi una patologia complessa, ma sempre più affrontabile se riconosciuta in tempo. La consapevolezza resta la prima vera arma per cambiare la storia di questa malattia.
Last modified: Maggio 2, 2026



