Brescia (lunedì, 22 dicembre 2025) — È tornato a occupare il centro del dibattito politico cittadino uno dei grandi nodi irrisolti di Brescia: l’ex Freccia Rossa di via Cassala, simbolo di un rilancio annunciato e mai decollato. Nell’ultimo Consiglio comunale dell’anno, la questione è riemersa con forza, riportando sotto i riflettori un edificio imponente che, nonostante il cambio di proprietà avvenuto oltre un anno fa, continua a restare vuoto e senza prospettive concrete.
di Monia Settimi
A sollecitare la giunta è stata la Lega, che ha chiesto conto dello stato di avanzamento di un progetto che, ad oggi, appare più come una promessa sospesa che come un percorso definito. La risposta dell’assessore al Commercio Andrea Poli è stata netta: dalla proprietà, il gruppo MyCredit tramite la società Horus Srl, non è mai arrivato un piano strutturato, né una proposta in grado di indicare tempi certi o una destinazione chiara per il futuro dello stabile.
Secondo Poli, finora sul tavolo sono state presentate solo ipotesi generiche, prive di una visione sostenibile. Un vuoto progettuale che si intreccia con un tema più ampio: il ruolo che una struttura come la Freccia Rossa dovrebbe avere nel tessuto urbano di oggi. L’assessore ha infatti espresso forti perplessità sull’idea di tornare a un centro commerciale “classico”, ritenuto un modello superato e potenzialmente dannoso per il commercio di prossimità del centro storico. Il rischio, condiviso anche dalle associazioni di categoria, è quello di alimentare una concorrenza interna che impoverisce la città invece di rafforzarla.
La direzione auspicata dall’amministrazione guarda piuttosto a una trasformazione profonda: uno spazio multifunzionale, dove commercio, servizi, sanità, uffici e cultura possano convivere e generare nuove dinamiche urbane. Non competizione, ma complementarietà.
Sul futuro dell’ex Freccia Rossa pesa però anche il contenzioso legale. Dopo la sospensione dell’autorizzazione commerciale nel 2023 e la successiva decadenza dichiarata dal Comune, la proprietà ha scelto la strada del ricorso al TAR. Palazzo Loggia difende la propria linea, ribadendo che l’acquisto dell’immobile non comportava automaticamente il trasferimento dell’attività commerciale.
L’amministrazione si dice disponibile al confronto, ma il messaggio finale è chiaro: senza un progetto credibile, il rilancio resta un miraggio. E il destino di uno dei luoghi simbolo della città continua a rimanere sospeso.
Last modified: Dicembre 22, 2025


