Brescia (sabato, 23 agosto 2025) — Dal 1° settembre molti lavoratori vedranno il proprio stipendio netto crescere grazie al cosiddetto bonus Giorgetti, la misura che premia chi sceglie di restare in servizio nonostante abbia già maturato i requisiti per la pensione anticipata.
di Monia Settimi
Il meccanismo è semplice: i dipendenti che aderiscono all’incentivo ricevono direttamente in busta paga la quota dei contributi previdenziali a loro carico, pari al 9,19% dello stipendio imponibile. In pratica, una somma che normalmente andrebbe all’Inps finisce subito nelle tasche del lavoratore.
I primi a beneficiarne saranno i dipendenti del settore privato, seguiti a novembre da quelli pubblici. Secondo le stime, nel 2025 potrebbero essere circa 7mila le persone coinvolte, con domanda da presentare direttamente all’Inps.
Gli importi variano in base allo stipendio: su un lordo di 2.000 euro il guadagno netto aggiuntivo sarà intorno ai 184 euro, mentre su 2.500 euro lordi si arriverà a circa 230 euro in più al mese. Quest’anno, inoltre, il bonus è esentasse, quindi integralmente disponibile in busta paga: un vantaggio che lo rende più conveniente rispetto alla versione precedente, tassata con l’Irpef.
C’è però un rovescio della medaglia. Ricevere subito i contributi significa non accumularli per la pensione futura, con il rischio di percepire un assegno più basso una volta terminata la carriera lavorativa.
L’incentivo è riservato a chi possiede i requisiti per la pensione anticipata flessibile (62 anni d’età e 41 anni di contributi) oppure quelli per la pensione ordinaria (41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini). La misura riprende l’impianto della riforma Maroni del 2004, che già allora prevedeva un beneficio economico immediato per chi restava al lavoro dopo aver maturato i requisiti minimi.
Una scelta che offre più soldi oggi, ma con un effetto da valutare attentamente sul domani.
Last modified: Agosto 23, 2025


