Brescia (martedì, 16 dicembre 2025) — Brescia non intende restare spettatrice. Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Comune ha portato una posizione netta sulla possibile cessione di Iveco al gruppo indiano Tata Motors: le garanzie devono arrivare direttamente da chi acquista, non da dichiarazioni indirette o promesse vaghe.
di Monia Settimi
A farsi portavoce delle preoccupazioni del territorio è stato l’assessore allo Sviluppo economico Andrea Poli, che ha chiesto un coinvolgimento formale e diretto di Tata Motors nel confronto istituzionale. L’obiettivo è uscire da una fase di incertezza che, secondo il Comune, sta pesando su lavoratori, imprese dell’indotto e filiere produttive.
Il confronto al Mimit arriva dopo l’audizione in Regione Lombardia, dove sindacati e rappresentanti dei dipendenti avevano espresso con forza timori legati a occupazione, continuità produttiva e tutela del know-how. Preoccupazioni che, a distanza di settimane, restano in gran parte senza risposta.
«Non possiamo permetterci zone d’ombra – ha sottolineato Poli –. Chi lavora ha bisogno di certezze e il territorio non può firmare cambiali in bianco. È fondamentale che Tata presenti il proprio piano industriale, chiarisca strategie e investimenti e dica esplicitamente cosa intende fare degli stabilimenti e delle filiere».
Sul tavolo resta anche l’ipotesi dell’uso del Golden Power, lo strumento che consente allo Stato di imporre vincoli stringenti nelle operazioni che coinvolgono asset strategici. Nel caso Iveco, potrebbe significare blindare siti produttivi, ricerca, competenze e occupazione, oltre a limitare future delocalizzazioni o dismissioni.
Ma per Brescia non basta alzare muri difensivi. Il Golden Power, da solo, viene visto come una tutela minima, utile a fissare paletti ma insufficiente a garantire sviluppo e investimenti nel lungo periodo. Per questo il Comune ha proposto di valutare anche un ruolo attivo di Invitalia, che permetterebbe allo Stato di entrare nella partita e incidere direttamente sul disegno industriale europeo di Tata Motors.
Una partita che, per il territorio bresciano, va ben oltre una singola operazione societaria. In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro, una filiera industriale consolidata e il futuro di uno dei presìdi produttivi più importanti del Paese. Brescia chiede chiarezza, impegni verificabili e un confronto alla luce del sole. Perché il tempo delle attese, questa volta, sembra essere finito.
Last modified: Dicembre 16, 2025


