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Iveco verso la vendita a Tata Motors? Sindacati in allarme, cresce l’ansia a Brescia

Brescia (giovedì, 24 luglio 2025) — Preoccupazione crescente tra i lavoratori Iveco: secondo indiscrezioni sempre più insistenti, il gruppo Exor – controllato dalla famiglia Agnelli-Elkann – avrebbe aperto una trattativa con il colosso automobilistico indiano Tata Motors per la cessione della storica azienda. Un’operazione che, se confermata, potrebbe riscrivere il futuro dell’intero comparto produttivo, in particolare dello stabilimento di Brescia, uno dei poli industriali più importanti della Lombardia.

di Monia Settimi

A infiammare il dibattito è il silenzio dell’azienda: nessuna smentita ufficiale, nessuna comunicazione ai sindacati. E proprio le sigle Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Fismic-Confsal, UglM e AqcfR hanno lanciato un appello diretto al ministro delle Imprese Adolfo Urso, chiedendo un intervento immediato: «Il Governo fermi qualunque cessione che metta a rischio impianti e posti di lavoro», si legge in una nota congiunta.

“Stanno smantellando l’automotive italiano pezzo dopo pezzo”, denuncia la Fiom. Dal caso Ferrari a Marelli, fino alla scissione di CNH e ora Iveco, si teme una vera e propria fuga del capitale industriale dall’Italia. La preoccupazione è aggravata anche dalla decisione – annunciata in primavera – di scorporare la divisione Defence, mossa interpretata dai sindacati come un primo passo verso la cessione frammentata del gruppo.

Nel frattempo, la tensione cresce anche tra i dipendenti di Brescia, dove oltre un migliaio di lavoratori si preparano alla cassa integrazione estiva, come accade ogni anno. Ma questa volta l’incertezza ha un peso diverso, alimentata dalle voci di vendita e dall’assenza di un confronto chiaro con le parti sociali.

La questione è arrivata in Parlamento. Il deputato bresciano Gian Antonio Girelli (PD), insieme ad altri colleghi, ha depositato un’interrogazione urgente per chiedere al ministro Urso chiarezza sul dossier Iveco: «Lo stabilimento bresciano è una risorsa strategica per il Paese, la vendita a un gruppo straniero rischia di compromettere un piano industriale da 5,5 miliardi di euro e mettere a rischio migliaia di posti di lavoro».

Sulla stessa linea anche Fabrizio Benzoni (Azione), che accusa l’esecutivo di essere impreparato e di rincorrere eventi già in corso: «O il Governo non sapeva nulla, o è in ritardo. In entrambi i casi è gravissimo».

Al momento, tutto resta sospeso tra voci non smentite, silenzi aziendali e timori concreti. Ma una cosa è certa: il destino di Iveco, e con esso quello di migliaia di lavoratori italiani, si sta giocando in queste ore. E il Paese guarda con apprensione.

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Last modified: Luglio 24, 2025
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