Brescia (domenica, 6 luglio 2025) – Endometriosi, vulvodinia, adenomiosi, neuropatia del pudendo, cistite interstiziale. Per troppe donne, questi nomi rappresentano una quotidianità fatta di dolore, silenzio e diagnosi in ritardo. Ora però qualcosa cambia: la Regione Lombardia ha approvato all’unanimità due provvedimenti che segnano una svolta. Protagonista, la consigliera regionale Claudia Carzeri, che ha portato in aula le istanze di pazienti, associazioni e professionisti.
di Monia Settimi
Il primo provvedimento, il Progetto di Legge 43, si concentra sul dolore pelvico cronico e le patologie correlate: una rete regionale dedicata, ambulatori specializzati, un approccio multidisciplinare e personalizzato. Non solo cure, ma anche supporto psicologico, percorsi terapeutici strutturati, attenzione alla ricerca scientifica e il riconoscimento del ruolo delle associazioni. La legge prevede anche l’istituzione della Giornata regionale per il dolore pelvico cronico, a dimostrazione della volontà di uscire finalmente dal silenzio.
Il secondo atto, la Risoluzione n.15, punta a riorganizzare la rete di assistenza per chi convive con il Parkinson. Cure omogenee in tutta la regione, accesso garantito alla fisioterapia anche a domicilio, supporto psicologico per pazienti e caregiver, valorizzazione della telemedicina, formazione continua per i medici, attenzione ai pazienti senza rete familiare e utilizzo delle Case di Comunità come punti di riferimento sul territorio.
“Diamo risposte concrete a bisogni reali – ha dichiarato Carzeri –. Con il Progetto di Legge riconosciamo il dolore invisibile che troppe donne hanno sopportato in silenzio. Con la Risoluzione sul Parkinson ridisegniamo una rete di cura più moderna ed efficace. Ora vigileremo perché questi impegni diventino realtà”.
Due atti, una visione: dare voce e dignità a chi troppo spesso è rimasto invisibile. La Lombardia cambia passo, e lo fa nel segno dell’ascolto e della cura.
Last modified: Luglio 6, 2025


