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Strage del Pilastro, il fratello di una vittima rompe il silenzio: “Continueremo a cercare la verità sulla Uno Bianca”

Bologna (mercoledì, 8 luglio 2026) — Bologna, 4 gennaio 1991. Una pattuglia dei Carabinieri viene attaccata nel quartiere Pilastro dalla banda della Uno Bianca. In quella notte di sangue perdono la vita tre giovani militari: Otello Stefanini, Mauro Mitili e Andrea Moneta. Una tragedia che ha segnato la storia recente del Paese e che, ancora oggi, continua a sollevare domande e riflessioni.

di Monia Settimi

Per decenni il racconto pubblico si è concentrato soprattutto sui responsabili condannati, i fratelli Savi, mentre è rimasta più lontana dai riflettori la voce delle famiglie delle vittime. A riportarla alla luce è DarkSide – Storia Segreta d’Italia, con un’intervista esclusiva ad Alessandro Stefanini, fratello di Otello, realizzata da Gianluca Zanella.

Un confronto intenso, in cui memoria personale e interrogativi ancora aperti si intrecciano, riportando l’attenzione sul lato umano di una vicenda che ha lasciato ferite profonde.

Alessandro Stefanini ripercorre la lunga battaglia della famiglia per il riconoscimento del sacrificio di Otello, a cui fu assegnata una medaglia al valor civile e non militare. Una decisione contestata dal padre del giovane carabiniere, scomparso alcuni anni fa, che fino alla fine ha sostenuto che il figlio meritasse un riconoscimento legato al servizio prestato e al contesto in cui perse la vita.

Nell’intervista emergono anche alcuni dubbi sulla dinamica dell’agguato. Secondo il racconto di Stefanini, la pattuglia di Otello era impegnata in un servizio di presidio davanti a una scuola già interessata da un precedente attacco della banda. Successivamente il mezzo sarebbe stato spostato verso un’altra zona, distante oltre un chilometro, dove avvenne l’attacco mortale. Un passaggio che, secondo la famiglia, non avrebbe mai trovato una spiegazione definitiva.

Tra gli elementi richiamati anche la questione dei fogli di servizio relativi ai militari coinvolti nella strage del Pilastro e in un altro episodio collegato alla vicenda della Uno Bianca: documenti che, secondo quanto riferito nell’intervista, non sarebbero mai stati ritrovati.

Stefanini affronta inoltre altri episodi controversi legati al caso, tra cui la morte di un ex appartenente alla banda avvenuta dopo nuove dichiarazioni televisive di Roberto Savi, una coincidenza temporale che ha spinto la famiglia a porsi ulteriori domande. Viene ricordata anche la vicenda di Simonetta Bersani, testimone di un episodio collegato agli ambienti della Uno Bianca e della Falange Armata, il cui procedimento si sarebbe concluso con la prescrizione.

Un altro tema affrontato riguarda il viaggio in Kenya di Roberto Savi, un episodio che, secondo Stefanini, presenta ancora aspetti poco chiari e che viene collegato dalla famiglia a possibili scenari più ampi sulla storia della banda e sulle sue eventuali relazioni.

Il messaggio della famiglia resta però soprattutto uno: non arrendersi nella ricerca della verità. “Finché sarò in vita cercherò la verità ad ogni costo”, afferma Alessandro Stefanini, ricordando anche la convinzione della madre, da sempre persuasa che la vicenda della Uno Bianca potesse avere responsabilità più estese rispetto a quelle già accertate.

L’intervista fa parte del percorso di approfondimento di DarkSide – Storia Segreta d’Italia, progetto editoriale indipendente dedicato ai grandi casi controversi, irrisolti o rimossi della storia italiana, attraverso documenti, testimonianze e ricostruzioni.

A distanza di oltre trent’anni, la strage del Pilastro continua così a interrogare la memoria collettiva, dando voce non solo a chi ha indagato o raccontato quei fatti, ma soprattutto a chi da quella notte porta ancora il peso di una perdita impossibile da dimenticare.


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Last modified: Luglio 8, 2026
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