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Tra ghiaccio e luce: la videoarte che trasforma l’acqua in emozione arriva a Manerbio

Manerbio (sabato, 21 marzo 2026) — Un viaggio visivo ipnotico tra torrenti gelati, riflessi e trasparenze approda all’ASST del Garda: all’ingresso dell’ospedale di Manerbio, dal 20 marzo al 10 aprile, prende vita la mostra “Acqua e ghiaccio” dell’artista Pietro Gardoni.

di Monia Settimi

Non una semplice esposizione, ma un’esperienza immersiva capace di catturare lo sguardo e rallentare il tempo. Le opere nascono da un gesto radicale: l’artista entra fisicamente nei fiumi e nei torrenti ghiacciati dell’arco alpino, videocamera alla mano, per cogliere frammenti invisibili di natura. Non paesaggi nel senso tradizionale, ma dettagli minimi — increspature, bagliori, superfici cristalline — che si trasformano in immagini di straordinaria forza estetica.

Ogni sequenza diventa così un dipinto in movimento, dove l’acqua non è solo elemento naturale ma simbolo universale di vita, rinascita e speranza. Un messaggio che trova una collocazione particolarmente significativa proprio all’interno di un ospedale, luogo di cura e ripartenza.

Il progetto, avviato nel 2021, ha già conquistato palcoscenici internazionali: dalla Columbia University di New York al World Water Film Festival, fino al MUSE – Museo delle Scienze durante la Giornata Mondiale dell’Acqua. Le installazioni hanno poi trovato spazio anche al Musil – Museo dell’Energia Idroelettrica, entrando nel percorso permanente del museo, e sono arrivate persino in Canada, Francia e Regno Unito.

A sostenere il percorso dell’artista è anche la Fondazione MUSIL, come sottolinea il direttore René Capovin, evidenziando il valore di un’arte capace di risvegliare la sensibilità verso la natura e ricordare quanto l’acqua, oggi più che mai, sia una risorsa preziosa.

Per Roberta Chiesa, direttrice generale, il legame tra l’ospedale e il fiume Mella diventa metafora potente: come l’acqua scorre e rigenera, così la medicina cura e restituisce equilibrio.

Le immagini, realizzate durante l’ultimo inverno, accolgono pazienti e visitatori con un invito silenzioso ma intenso: fermarsi, osservare, respirare. Perché anche nella fragilità, come nel ghiaccio che si scioglie, può nascere una nuova forma di bellezza.

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Last modified: Marzo 21, 2026
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