Brescia (sabato, 21 marzo 2026) — Un risultato che segna una svolta nella medicina moderna arriva dagli Spedali Civili di Brescia, dove un tumore maligno della tiroide è stato trattato senza chirurgia, grazie a una tecnica innovativa e mini-invasiva.
di Monia Settimi
A eseguire l’intervento è stato il professor Carlo Cappelli, alla guida dell’Endocrinologia e docente dell’Università degli Studi di Brescia. La procedura utilizzata, la termoablazione, rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina ed è stata applicata per la prima volta nella struttura bresciana per un caso di tumore.
Il trattamento avviene attraverso un ago sottilissimo guidato da ecografia, che rilascia energia a radiofrequenza capace di distruggere selettivamente il tessuto malato. Il tutto senza incisioni, senza cicatrici e con semplice anestesia locale.
I benefici sono immediati e concreti: niente sala operatoria, tempi ridotti e recupero rapidissimo. Dopo l’intervento, il nodulo si riduce progressivamente nel tempo, consentendo al paziente di tornare in breve alle normali attività quotidiane.
Per Luigi Cajazzo, direttore generale dell’ASST, si tratta di un salto di qualità nell’offerta sanitaria, capace di coniugare innovazione e attenzione al benessere del paziente.
Lo stesso Cappelli sottolinea come questa tecnica sia oggi una valida alternativa alla chirurgia tradizionale in casi selezionati: già consolidata per i noduli benigni, può essere utilizzata anche per alcuni microcarcinomi tiroidei, ampliando le possibilità di cura.
Un’innovazione che conferma Brescia come punto di riferimento e che apre la strada a una medicina sempre più efficace, mirata e soprattutto meno invasiva.
Last modified: Marzo 21, 2026



