Brescia (sabato, 2 novembre 2026) — Prima le notti infinite della movida, quando una piadina poteva diventare l’ultimo appuntamento prima di rientrare a casa. Poi le pause pranzo, le cene in famiglia, gli incontri tra amici e quella clientela che, anno dopo anno, ha continuato a scegliere lo stesso indirizzo. In trent’anni Brescia ha cambiato volto e abitudini, ma in via Fratelli Ugoni c’è una storia che non ha mai smesso di sfornare nuove pagine. È quella di Amarcord, nata nel 1996 come attività familiare e diventata una delle realtà artigianali bresciane capaci di ottenere riconoscimenti anche sulla scena internazionale.
di Monia Settimi
Il traguardo dei trent’anni arriva nel 2026 e racconta un percorso che va oltre il successo di una specialità gastronomica. Perché dietro ogni piada preparata da Amarcord c’è un modo preciso di intendere il lavoro: partire dalla tradizione, curare ogni passaggio e non sacrificare la qualità alla fretta. Una filosofia rimasta al centro dell’attività anche mentre il mondo della ristorazione cambiava profondamente.
A rendere speciale questa ricorrenza è soprattutto il legame con i clienti. Alcuni frequentano la piadineria da quando era una tappa delle serate notturne; altri l’hanno scoperta negli anni successivi. C’è chi oggi torna con i figli, proprio come un tempo arrivava accompagnato dai genitori. Una continuità che, per chi lavora ogni giorno dietro il bancone, vale quanto un premio.
«In trent’anni abbiamo visto cambiare le abitudini dei bresciani. Un tempo lavoravamo fino a notte fonda, oggi sono la pausa pranzo e la cena a scandire le nostre giornate. Ma la cosa più bella è vedere clienti che venivano da bambini con i genitori, poi da ragazzi con gli amici e che oggi tornano con i propri figli. Significa che, oltre a fare piade, abbiamo costruito un rapporto che dura nel tempo», racconta Simone Massenza, conosciuto anche come The TASTE Hunter, degustatore professionista, giudice gastronomico e componente della famiglia Amarcord.
La storia comincia con Enrico Massenza. Nei primi anni Novanta apprende il mestiere a Rimini dalla Lella, figura della tradizione artigianale romagnola. Quell’esperienza diventa il punto di partenza per un progetto che nel 1996 prende forma a Brescia. Accanto a Enrico entrano progressivamente nell’attività anche i fratelli Giorgio e Simone, contribuendo allo sviluppo di un’impresa che conserva ancora oggi una dimensione familiare.
In un settore nel quale modelli standardizzati e grandi catene hanno conquistato spazio, Amarcord ha scelto di mantenere una strada diversa. Niente produzione industriale per uniformare il prodotto, ma impasti preparati quotidianamente e piade lavorate fresche, stese e cotte a mano. Ogni preparazione nasce al momento, con una manualità affinata in decenni di esperienza.
Anche la ricetta punta sull’essenzialità. La piada viene realizzata con quattro ingredienti: farina, acqua minerale, strutto oppure olio extravergine d’oliva italiano e sale marino integrale di Cervia. Niente lievito, bicarbonato, latte o uova. Una composizione semplice, nella quale la qualità delle materie prime e la precisione della lavorazione assumono un ruolo determinante.
La stessa attenzione si ritrova nella scelta delle farciture, costruite valorizzando ingredienti italiani, specialità territoriali e produzioni legate alle tradizioni gastronomiche del Paese, comprese quelle certificate DOP, IGP, PAT e De.Co.
Ma una tradizione, per rimanere viva, deve anche sapersi rinnovare. E proprio su questo equilibrio Amarcord ha sviluppato una parte importante della propria identità gastronomica. Nel menu convivono ricette ormai entrate nella storia della bottega, come Botta di Vita®, Strabona® e Monella®, accanto a proposte che hanno conquistato nel tempo un posto speciale tra i clienti.
La più rappresentativa è probabilmente Bella Storia®, diventata il bestseller assoluto della piadineria. Un nome che, per molti frequentatori abituali, è ormai molto più di una voce sul menu: è una scelta consolidata, un gusto familiare, una delle espressioni più riconoscibili dell’identità Amarcord.
Accanto alle ricette storiche trovano spazio le Limited Edition, un progetto gastronomico curato da Simone Massenza che trasforma ogni mese in un’occasione per esplorare i sapori italiani. Dodici proposte all’anno, ciascuna ispirata alle specialità di un territorio e disponibile soltanto nel mese dedicato, fino a esaurimento. Una volta terminato il periodo previsto, la ricetta lascia spazio alla successiva e non viene riproposta.
Un calendario di creazioni che porta nella piadina ingredienti, tradizioni e suggestioni provenienti da diverse aree del Paese, senza perdere il legame con la lavorazione artigianale. La ricerca, in questo caso, non è una rottura con il passato, ma un modo per continuare a raccontarlo attraverso nuove combinazioni.
«Non volevamo fare qualcosa di diverso da una piadina. Volevamo semplicemente farla meglio», spiega Enrico Massenza, fondatore e titolare dell’attività. «Trent’anni dopo continuiamo a prepararla con lo stesso metodo, perfezionato nel tempo, senza rinunciare alla nostra dimensione artigianale. I riconoscimenti sono una grande soddisfazione, ma vedere i clienti tornare ogni giorno rimane il risultato più importante».
Parole che aiutano a comprendere anche il percorso seguito dall’azienda fuori dai confini cittadini. I primi riconoscimenti istituzionali arrivano nel 2013 con Made in Brescia, assegnato dalla Provincia di Brescia, e proseguono nel 2015 con il Premio Poisa, conferito dall’Associazione Artigiani e dal Rotary come migliore azienda bresciana del settore agroalimentare e della ristorazione per il biennio 2014-2015.
È però il 2015 l’anno della svolta internazionale. Ai World Bread Awards di Londra, competizione dedicata al mondo della panificazione, Amarcord conquista la medaglia d’oro, diventando, secondo quanto riportato dall’azienda, la prima e unica piadineria italiana a ottenere questo risultato nella storia del concorso.
Un riconoscimento che porta il lavoro della bottega bresciana all’attenzione di una giuria internazionale e apre una nuova fase del suo percorso. Negli anni successivi arrivano altre attestazioni, fino a raggiungere quota 14 riconoscimenti ottenuti tra Londra, Bruxelles, Francoforte, Atene, Dubai e Parigi.
Un risultato significativo per una realtà nata in una singola via di Brescia, che ha scelto di misurarsi con competizioni internazionali senza abbandonare il proprio modello produttivo. La crescita, in questo caso, non è passata dalla trasformazione in una catena, ma dalla valorizzazione di un prodotto artigianale e di un metodo rimasto riconoscibile nel tempo.
Anche il trentennale porta nuove conferme. Nel 2026 Amarcord riceve il marchio Qualità Artigiana della Regione Lombardia ed entra in East Lombardy, la rete dedicata alle eccellenze enogastronomiche promossa dai Comuni e dalle Camere di Commercio di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova, nelle qualifiche di ristoratore e produttore.
Due traguardi che si aggiungono a un percorso costruito nel corso degli anni e che rafforzano il legame tra l’attività e il territorio. Perché, nonostante i riconoscimenti internazionali, il centro della storia resta sempre lo stesso: una bottega bresciana, una famiglia e un prodotto preparato ogni giorno con le proprie mani.
Trent’anni dopo l’apertura, Amarcord non ha perso il contatto diretto con la propria clientela e non ha rinunciato alla dimensione artigianale da cui tutto è cominciato. Il bancone è diventato il punto d’incontro di generazioni diverse, mentre la piadina ha continuato ad accompagnare momenti ordinari e occasioni speciali della vita cittadina.
Forse è proprio questa la misura più interessante del suo percorso. I premi raccontano la capacità di competere oltre i confini locali; i clienti che ritornano raccontano qualcosa di ancora più difficile da costruire: la fiducia.
E così, mentre festeggia il suo trentesimo compleanno, Amarcord dimostra che anche una piccola bottega può raggiungere traguardi importanti senza smarrire la propria identità. Perché si può arrivare fino a Londra, Bruxelles, Dubai e Parigi partendo da una strada di Brescia, ma il vero successo resta riuscire a essere riconosciuti, ogni giorno, da chi quella strada la percorre da una vita.
Last modified: Novembre 2, 2026



