Brescia (giovedì, 16 aprile 2026) — La candidatura della Val Camonica a Capitale italiana della Cultura 2029 non è più solo un’idea: dopo il via libera unanime del 14 aprile, il progetto entra nel vivo e comincia a delineare strategie concrete per valorizzare uno dei territori più ricchi di storia d’Europa.
di Monia Settimi
Non si tratta soltanto di ottenere un titolo, ma di costruire un modello innovativo di sviluppo culturale. La proposta punta infatti su una “capitale diffusa”, capace di coinvolgere oltre 40 comuni in un’unica rete, dove identità locali e visione condivisa si intrecciano. Un approccio che mette al centro comunità, paesaggio e patrimonio, trasformando la valle in un laboratorio contemporaneo di cultura e innovazione.
Dalle celebri incisioni rupestri – simbolo di una presenza umana antichissima – fino alle tracce dell’epoca romana, passando per borghi storici e capolavori artistici come i cicli pittorici del Romanino, la Val Camonica si presenta come un mosaico unico. Un’eredità che oggi diventa la base per progettare il futuro.
Le istituzioni regionali sottolineano il valore strategico dell’iniziativa: non solo un riconoscimento culturale, ma un vero motore di crescita. Le esperienze di Mantova, Bergamo e Brescia dimostrano infatti come questo titolo possa generare sviluppo duraturo, rafforzando relazioni, turismo e investimenti.
C’è poi un forte elemento simbolico: la candidatura si inserisce nel percorso di valorizzazione del sito Unesco della valle, in vista di un anniversario importante. Un’occasione per rilanciare a livello nazionale e internazionale un territorio che rappresenta le radici più profonde della Lombardia, tanto da ispirarne persino il simbolo, la rosa camuna.
Determinante anche il clima politico: l’approvazione unanime in Consiglio regionale segnala una rara convergenza, frutto di un lavoro condiviso e trasversale. Un segnale chiaro: la Val Camonica crede nella propria candidatura e si muove compatta verso il 2029.
Ora la sfida è trasformare questa visione in progetti concreti. La strada è tracciata: fare della storia millenaria della valle non solo memoria, ma leva per costruire un futuro dinamico, attrattivo e sostenibile.
Last modified: Aprile 16, 2026



