Brescia (mercoledì, 28 ottobre 2026) — Trasformare uno sbaglio in un punto di partenza, ritrovare il dialogo e ricostruire un legame con la collettività. È questo il messaggio che prende forma a San Polo, quartiere di Brescia, dove un murale realizzato attraverso un’esperienza condivisa di arte e responsabilità sociale diventerà il simbolo di un percorso di cambiamento.
di Monia Settimi
L’inaugurazione è in programma giovedì 29 ottobre alle 14.15 all’Istituto comprensivo Est 1 – Santa Maria Bambina. L’opera nasce dal progetto «MAP in UniCatt – Messa alla Prova in Università», che ha coinvolto giovani impegnati in un cammino di giustizia riparativa, mettendo al centro il confronto con gli altri e la possibilità di ricostruire relazioni attraverso azioni concrete.
A promuovere l’iniziativa è l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, attraverso il Servizio di Psicologia Clinica e Forense, in collaborazione con l’Istituto di Mediazione Familiare e Sociale di Brescia e la Fondazione Lotus Ets.
Il risultato è un’opera collettiva, realizzata dai ragazzi insieme alla comunità, con il sostegno dei mediatori professionisti e dell’artista Lorenzo Panigalli. Un lavoro in cui la dimensione artistica si intreccia con quella educativa, offrendo ai partecipanti l’opportunità di contribuire concretamente alla vita del quartiere. Anche la scelta dei materiali ha un significato preciso: per dipingere il murale è stata utilizzata una pittura fotocatalitica, una soluzione che richiama l’attenzione sulla sostenibilità ambientale.
A sintetizzare lo spirito dell’esperienza è la frase impressa sulla targa commemorativa: «Ogni cambiamento nasce da un incontro». Poche parole che racchiudono il senso della giustizia riparativa: andare oltre la punizione, riconoscere le conseguenze delle proprie azioni e creare occasioni di confronto tra chi ha commesso un errore e la comunità coinvolta.
Il murale diventa così molto più di un intervento di riqualificazione urbana. È il segno visibile di un patto fondato sulla fiducia e sulla responsabilità, nel quale il percorso individuale dei giovani incontra le esigenze della collettività. Un modo per dimostrare che il cambiamento può passare anche dalla partecipazione, dal lavoro condiviso e dalla possibilità di essere parte attiva di una comunità.
La giornata proseguirà alle 15.30 al campus dell’Università Cattolica di Mompiano, in via della Garzetta 48, aula 2, con la Community Conference che concluderà la seconda edizione del progetto «Messa alla Prova in Università». L’incontro sarà dedicato ai risultati raggiunti, al bilancio delle attività e alle prospettive future di un’esperienza che mette in relazione giustizia, formazione e inclusione sociale.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Giuseppe Bonelli, direttore della sede bresciana dell’Università Cattolica, Cira Stefanelli, del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, Valter Muchetti, assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia, e Laura D’Urbino, presidente del Tribunale per i minorenni di Brescia.
Seguiranno gli interventi, tra gli altri, di Livia Cadei, Paola Di Bernardo, Giorgio Adriano, Ilaria Marchetti, Alessandra Catarruzzi ed Emanuela Mereu. Il confronto sarà moderato da Maria Elena Magrin, docente di Psicologia sociale all’Università di Milano-Bicocca, e Carlo Alberto Romano, docente di Criminologia all’Università degli Studi di Brescia.
Le conclusioni saranno affidate a Cleopatra Giazzoli, direttrice dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Brescia, e Giancarlo Tamanza, direttore del Servizio di Psicologia Clinica e Forense dell’Università Cattolica.
Due appuntamenti, un unico filo conduttore: la possibilità di trasformare la giustizia in un percorso di responsabilizzazione e ricostruzione dei rapporti sociali. A San Polo questo principio prende forma attraverso un murale destinato a lasciare un segno non soltanto sulle pareti, ma anche nella comunità che lo ha realizzato.
Last modified: Ottobre 28, 2026



