Brescia — Un titolo accademico inesistente, certificati stampati come fossero veri e una rete di sedicenti esperti dell’alimentazione attivi in tutta Italia. È quanto emerso dall’operazione “Vera Salus” della Guardia di Finanza, che ha fatto emergere un vasto sistema di esercizio abusivo della professione di nutrizionista.
di Monia Settimi
Nel mirino sono finiti 41 falsi professionisti, tra cui una 36enne di Desenzano del Garda e un 50enne di Rezzato. Entrambi esercitavano come consulenti alimentari presentando diplomi e attestati privi di valore legale. Le loro certificazioni sono state sequestrate insieme a quelle di altri sedicenti esperti.
Le verifiche sono partite da due centri di formazione con sede a Empoli e Montespertoli, riconducibili a un imprenditore toscano. Queste strutture, in collaborazione con un fantomatico ateneo svizzero, vendevano corsi online e falsi titoli universitari in “Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana”.
Il confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca ha confermato che nessuno di questi enti aveva l’autorizzazione a rilasciare titoli validi in Italia. Nonostante ciò, i falsi nutrizionisti operavano in studi medici, palestre e online, offrendo piani alimentari personalizzati e prescrivendo integratori, proteine e, in alcuni casi, sostanze dopanti.
Durante i controlli, le Fiamme Gialle hanno sequestrato cinque studi professionali, i server delle pseudo-università e centinaia di diplomi pronti per essere consegnati. Oscurati anche i siti web che promuovevano i corsi truffa.
Oltre 200 militari hanno partecipato all’operazione, che ha smascherato un sistema costruito su titoli falsi e rischi reali per la salute di chi si affidava a questi presunti esperti.
Last modified: Ottobre 30, 2025


