Montichiari (martedì, 7 ottobre 2025) — Un nome che risuona come un macigno nella storia criminale italiana è tornato agli onori delle cronache: Guido Badini, 73 anni, è stato arrestato insieme ad altri sette per il tentato omicidio di un imprenditore di Montichiari avvenuto nel marzo 2024. Una vicenda che riapre un capitolo oscuro della storia italiana: mezzo secolo fa Badini fu protagonista di uno dei più efferati omicidi di massa del nostro Paese.
di Monia Settimi
Era la notte del 13 novembre 1975 quando, insieme alla fidanzata Doretta Graneris, Badini mise in atto un’aggressione brutale che costò la vita a cinque membri della famiglia Graneris: genitori, un ragazzo di 13 anni, i nonni materni e persino il cane di casa. Un episodio che segnò profondamente l’opinione pubblica italiana, per la sua ferocia e premeditazione.
L’operazione di arresto recente è frutto di mesi di indagini, coordinate dalle autorità locali, che hanno portato alla luce un quadro inquietante. Il gip sottolinea la pericolosità di Badini, definendolo “un punto di riferimento per chi fosse interessato a pianificare azioni violente e procurarsi armi”. Nell’abitazione dell’uomo sono stati rinvenuti arsenali completi: due pistole, quattro fucili, mezze armi e un numero impressionante di munizioni, alcune provenienti da lotti militari Nato.
Il caso riporta alla memoria non solo il dramma di Montichiari ma anche una ferita aperta nella memoria collettiva. L’arresto di Badini rappresenta oggi un capitolo inquietante in cui storia, cronaca e giustizia si intrecciano, lasciando emergere una domanda: fino a che punto il passato può ritornare a bussare alla porta del presente?
Last modified: Ottobre 7, 2025


