Brescia (sabato, 5 luglio 2025) – Un euro ogni mille chilometri. Tanto sarebbe bastato per scatenare un terremoto politico nel pieno dell’estate. Ma il provvedimento che avrebbe dovuto rimpinguare le casse dell’Anas si è sgonfiato nel giro di poche ore, lasciandosi dietro tensioni, polemiche e un retrogusto amaro in maggioranza.
di Monia Settimi
Tutto parte da un emendamento infilato nel decreto Infrastrutture: un mini-aumento dei pedaggi autostradali, apparentemente innocuo, ma pronto a colpire milioni di automobilisti proprio alla vigilia delle vacanze. L’intento? Recuperare 90 milioni di euro all’anno per coprire l’aumento dei costi di gestione, illuminazione stradale compresa.
Ma il prezzo politico si è rivelato troppo alto.
Le opposizioni hanno acceso la miccia: “Il governo tassa le ferie degli italiani”. E nel centrodestra si è scatenato il caos. Fratelli d’Italia ha preso le distanze, svelando malumori interni e spiegando che l’iniziativa era partita dalla Lega, che guida il ministero delle Infrastrutture. Poche ore dopo, il colpo di scena: Salvini fa dietrofront e chiede il ritiro dell’emendamento.
Il passo indietro arriva con una nota asciutta ma eloquente: «Il vicepremier e ministro Matteo Salvini chiede di ritirare l’emendamento». E subito dopo precisa che la proposta non era esclusiva della Lega, ma firmata da tutta la maggioranza. Un modo elegante per non restare solo al centro della bufera.
Il ritiro della norma non spegne però le polemiche. Matteo Renzi ironizza: “Prima aumentano le tasse, poi fanno finta di dispiacersi. Che imbarazzo”. Dall’opposizione arriva un fuoco di fila. Elly Schlein attacca: “Finché non vedremo l’emendamento davvero ritirato, non ci fidiamo”. Giuseppe Conte incalza: “La nuova tassa per chi parte in vacanza, mentre si tagliano imposte ai giganti del web, è inaccettabile. Faremo battaglia in Parlamento”.
Il centrodestra, nel tentativo di ricomporre la frattura, ha mostrato di nuovo le sue crepe. E Salvini, che doveva incassare risorse per le infrastrutture, ora si trova con un conto politico aperto. Con buona pace dell’Anas e dei vacanzieri italiani, che per il momento possono tirare un sospiro di sollievo. Ma con la certezza che, in questa estate bollente, il pedaggio più alto resta quello della coerenza.
Last modified: Luglio 6, 2025


