Brescia (sabato, 5 luglio 2025) – La porta chiusa, il telefono muto, il sito web “in manutenzione”. Alla Dental Hospital di Brescia, clinica odontoiatrica privata attiva dal 2018, non c’è più nessuno. I pazienti restano in attesa di cure già saldate, alcuni con finanziamenti ancora da pagare, altri senza nemmeno un richiamo per i controlli post-intervento. L’ennesima clinica sparita nel nulla, lasciando solo rabbia e incertezza.
di Monia Settimi
A lanciare l’allarme sono proprio i clienti, che sui social raccontano la loro frustrazione. Ma il segnale più chiaro arriva dall’interno: il direttore sanitario si è dimesso, spiegando di non ricevere stipendio da sei mesi. La situazione economica è grave e confermata anche da un sequestro preventivo del 22,5% del capitale sociale, disposto dal tribunale di Brescia nell’ambito di un’indagine su uno dei soci. La clinica, nel frattempo, ha cessato ogni attività senza alcuna comunicazione ufficiale.
A parlare ora è l’amministratore unico, un odontoiatra domiciliato in Romania e non iscritto ad alcun albo italiano: promette chiarimenti entro dieci giorni e rassicura – per ora solo a parole – che i pazienti verranno affidati ad altre strutture. Ma nei fatti non è successo nulla. I telefoni restano muti e gli appuntamenti svaniti nel nulla.
Dalla documentazione societaria risultano sei dipendenti e numerosi collaboratori esterni. Anche loro, come racconta l’ex direttore sanitario, non vedrebbero uno stipendio da mesi. Un altro ex socio, uscito dalla società a gennaio, ammette: «Il gruppo è in difficoltà. Ho parlato con alcuni pazienti, ma ora non posso fare nulla. Siamo con le mani legate».
Intanto cresce il malcontento e si alza la voce dell’Ordine degli odontoiatri di Brescia. Il presidente Gianmario Fusardi denuncia: «È un copione già visto. Cliniche che chiudono da un giorno all’altro, lasciando i pazienti senza cure né spiegazioni. Serve una riforma. Non è più accettabile che società prive di reali garanzie possano offrire servizi odontoiatrici senza adeguate tutele per i cittadini».
A pagare il conto, per ora, sono solo i pazienti. E per molti, è un conto salato.
Last modified: Luglio 6, 2025


