Brescia (domenica, 18 gennaio 2026) — La recente modifica alla Legge 6 del 2012 sul trasporto pubblico locale in Lombardia ha suscitato reazioni da parte del vicepresidente del Consiglio regionale, Emilio Del Bono. Secondo Del Bono, le novità introdotte dalla Giunta regionale guidata da Attilio Fontana potrebbero avere effetti differenziati tra aree urbane e territori periferici.
di Monia Settimi
Il vicepresidente sottolinea che la riforma non rafforzerebbe il trasporto pubblico locale, ma concentrerebbe le decisioni a livello centrale, con direttive vincolanti che potrebbero influire sulla distribuzione delle risorse ai comuni. “La gestione centralizzata potrebbe lasciare le amministrazioni locali a gestire scelte complesse senza un supporto adeguato della Regione”, ha affermato Del Bono.
L’attenzione è rivolta anche alle differenze di servizio tra città e provincia. A Brescia, ad esempio, il trasporto pubblico urbano è considerato una valida alternativa all’automobile, mentre nelle zone periferiche e vallive il servizio rimane limitato, principalmente negli orari di punta per studenti e lavoratori.
In risposta alla situazione, il Partito Democratico ha presentato due ordini del giorno: uno per il congelamento dei rincari dei biglietti del trasporto pubblico lombardo per tre anni, e uno per estendere la gratuità del servizio ad alcune categorie, come Polizia di Stato e Polizia Locale.
Del Bono ha infine proposto che il sistema dei trasporti lombardo, su ferro e su gomma, venga gestito in maniera integrata da un unico soggetto che coordini pianificazione e risorse, in modo da ridurre le disuguaglianze tra territori e rafforzare l’efficienza complessiva del servizio.
Last modified: Gennaio 18, 2026



