Lonato del Garda (sabato, 4 ottobre 2025) — Nuovi, inquietanti dettagli emergono sull’omicidio di Dolores Dori, la donna di 44 anni originaria del Vicentino e residente a Camponogara (Venezia), uccisa a colpi di pistola nel campo nomadi di Lonato del Garda. La vittima, colpita da almeno tre proiettili durante una violenta lite, è stata abbandonata davanti al pronto soccorso di Desenzano, dove è morta nel corso della notte tra giovedì e venerdì, nonostante un disperato intervento chirurgico.
di Monia Settimi
Nelle ore successive al delitto, il caso ha assunto contorni ancora più drammatici. Il marito della donna, principale sospettato, ha diffuso sui social un video in cui, armato di pistola, minaccia apertamente chi ritiene responsabile della morte della moglie. «Se hai la pazienza di combattere, ti distruggerò», dice nel filmato, mentre accanto a lui compare un ragazzo – probabilmente il figlio sedicenne – che, secondo gli inquirenti, avrebbe assistito alla sparatoria.
L’uomo, attualmente irreperibile, sarebbe anche la persona che ha lasciato Dolores agonizzante davanti all’ospedale, fuggendo subito dopo a bordo di un’Alfa Romeo Stelvio con targa contraffatta. Le forze dell’ordine lo stanno cercando insieme al consuocero, anch’egli scomparso nelle stesse ore.
Secondo le prime indagini coordinate dalla Procura di Brescia, il delitto potrebbe essere l’esito di una lite familiare degenerata. Tutto sarebbe partito da un contrasto tra due nuclei della stessa comunità per il matrimonio tra la figlia ventitreenne di Dolores e un giovane del campo di via Ferrarini. Le tensioni, esplose giovedì sera, avrebbero portato al tragico epilogo.
Nel video postato dal marito, però, emerge anche un appello disperato: «Ridatemi mia figlia, ridatemela sana. Se non tornerà a casa, verremo a prendercela noi». Una frase che, per gli investigatori, confermerebbe che la coppia si era recata a Lonato non solo per discutere delle nozze, ma anche per riportare a casa la figlia maggiore, rimasta nel campo.
Gli accertamenti dei carabinieri di Desenzano e del Nucleo operativo di Brescia proseguono senza sosta. Nella serata di venerdì, su disposizione della pm Francesca Sussarellu, l’intera area del campo rom è stata posta sotto sequestro. Quando i militari sono arrivati, il luogo era già deserto: nessuno degli abitanti era più presente.
Le ricerche del marito e del consuocero – ritenuti figure chiave per la ricostruzione dei fatti – continuano a ritmo serrato. Entrambi risultano scomparsi da poco prima delle 19 di giovedì, orario in cui, secondo le prime analisi, sarebbe avvenuta la sparatoria.
L’indagine si muove ora su due fronti: ricostruire la dinamica esatta dell’omicidio e trovare i responsabili della fuga, mentre il video diffuso online resta una prova cruciale, insieme ai rilievi balistici e ai filmati di sorveglianza acquisiti dagli investigatori.
Last modified: Ottobre 4, 2025


